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'LA GHEZZI' CI HA LASCIATO. ED E' UN GRANDE DOLORE PER TUTTE NOI.

MARIA GRAZIA GHEZZI dopo una strenua battaglia contro il cancro ci ha lasciate. 
Cara Ghezzi, e ci rivolgiamo a te così come volevi essere chiamata, grazie per la forza delle tue idee, per non avere mai mollato, per essere stata una combattente capace di confronto e di scontro, sempre rispettosa, sempre comunque amica.

Ruvida e affettuosa assieme, tifosa accanita, viva come più non si poteva essere anche nella malattia, la spada dalla parte del manico crediamo che fino alla fine l'abbia avuta tu.

Ora, che il tuo Viaggio, dovunque tu sia diretta, sia formidabile come sei stata tu qui, sulla terra.

Ciao Ghezzi, ci mancherai. 

La Ghezzi


UNO SCRITTO DI CRISTINA PECCHIOLI, AMICA E COMPAGNA DI LOTTE DI MARIA GRAZIA GHEZZI

Usciamo dal silenzio

Maria Grazia ci ha lasciato, ed è un dolore grande. È finito il suo lungo percorso di sofferenza con la “belva” - come la chiamava lei - che l’ha aggredita due volte, prima undici anni fa, poi ancora tre anni fa. In questi giorni terribili, dopo la scomparsa di compagni e amici comuni mi aveva scritto di sentirsi “nella lista”, e io avevo pianto perché sentivo le mie parole inadeguate a consolarla. Sono stati anni lunghi e difficili, eppure ha sempre dimostrato una forza eccezionale, fuori dal comune, una tale passione per la vita che le ha permesso di affrontare persino la paura e la malattia con spirito militante. Ricordo che aveva scritto una sorta di vademecum per i malati oncologici e le loro famiglie, ed era intervenuta a un seminario sull’argomento raccontando la sua storia. Era forte, la Ghezzi, anche quando piangeva, e dichiarava con coraggio i suoi sentimenti. Da quando l’ho conosciuta, prima di tutto in Cgil ma meglio e più profondamente dal gennaio del 2006, quando organizzammo insieme ad altre compagne la grande manifestazione in difesa della 194 “Usciamo dal silenzio”, non l’ho mai vista fare un passo indietro, mai mancare alla parola data, a un impegno preso anche se gravoso. C’è stata sempre, ed è stata sempre decisiva per la riuscita delle tante iniziative del sindacato e del movimento delle donne in quegli anni, non ultima la manifestazione del 2011 “Se non ora quando”. Lei che non era nata femminista ma lo era diventata con la stessa convinzione che riservava alla sinistra, sempre, nonostante le delusioni. La ricordo nelle varie manifestazioni sul palco a dirigere, risolvere problemi, prendere decisioni, ma anche a ballare dalla gioia perché tutto era andato a buon fine, come ogni cosa che faceva. Perché Maria Grazia era brava, molto, nei vari ruoli che ha ricoperto nella sua Cgil e all’esterno. Era sicurezza, sensibilità, affidabilità, impegno, passione, competenza, era anche conflitto, non risparmiava le critiche, a volte poteva sembrare dura, e forse un po’ lo era (il suo soprannome era signorina Rottermeier, e questo la divertiva molto), ma sapeva anche essere un’amica tenera e affettuosa, e sapeva dimostrarlo, nelle riunioni del nostro gruppo Uds, nelle chiacchierate in macchina al ritorno la sera sotto casa sua, nelle confidenze che ci siamo scambiate per anni anche non vedendoci spesso. Maria Grazia, amica mia, mi mancherai tantissimo. A Sara, “la cosa più bella”, al suo caro “Del Moro“ che non l’ha mai lasciata sola un momento, alla piccola Lea che ha riempito di felicità l’ultimo periodo della sua vita, a mamma Angela, forte e “Resistente” come lei e della quale non so immaginare il dolore, alle sue care sorelle va il mio abbraccio affettuoso. Avete fatto parte del mondo degli affetti più cari di una donna davvero unica. E io ho avuto il privilegio di incontrarla sulla mia strada e di volerle un gran bene. Ciao Ghezzi 🌹