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L'APPELLO DELLE FAVOREVOLI ALLA LEGGE ZAN

Fa discutere il mondo del femminismo il ddl Zan oramai sinteticamente conosciuto come 'ddl contro l'omotransfobia'

Qui  una sintesi del corriere on Line con intervista ad Alessandro Zan

Qui invece una intervista a Francesca Izzo, di Se Non Ora Quando-Libere, contrarie al ddl, la cui opinione  erroneamente  l'articolista attribuisce a tutto il movimento di Senonoraquando? La Izzo infatti, anni fa, lasció assieme ad altre il movimento che stava costituendosi in coordinamento , per costituire, appunto SNOQ LIBERE..

 La veritá è che in questo momento il mondo variegato e ricco di dibattito del femminismo non ha posizioni nette neppure all'interno di determinate associazioni.

Pubblichiamo comunque volentieri l'appello, seguito da numerose e significative firme, che con circostanziate argomentazioni da il proprio appoggio al ddl ZAN 

 

 

 

 

Alessandro Zan

DISEGNO DI LEGGE

 

Art. 1. (Modifiche alla legge 13 ottobre 1975, n. 654, e al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122) 1. All'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, lettere a) e b), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «o fondati sull'omofobia o sulla transfobia»; b) al comma 3, primo periodo, dopo le parole: «o religiosi» sono aggiunte le seguenti: «o fondati sull'omofobia o sulla transfobia»; c) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: «3-bis. Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all'odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente ovvero anche se assunte all'interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all'attuazione dei princìpi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni». 2. Al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al titolo, dopo le parole: «e religiosa» sono aggiunte le seguenti: «ovvero fondata sull'omofobia o sulla transfobia»; b) alla rubrica dell'articolo 1, dopo le parole: «o religiosi» sono aggiunte le seguenti: «ovvero fondati sull'omofobia o sulla transfobia»; c) all'articolo 3, comma 1, le parole: «o religioso» sono sostituite dalle seguenti: «, religioso o fondati sull'omofobia o transfobia». Art. 2. (Statistiche sulle discriminazioni e sulla violenza) 1. Ai fini della verifica dell'applicazione della presente legge e della progettazione e della realizzazione di politiche di contrasto della discriminazione e della violenza di matrice xenofoba, antisemita, omofobica e transfobica e del monitoraggio delle politiche di prevenzione, l'Istituto nazionale di statistica, nell'ambito delle proprie risorse e competenze istituzionali, assicura lo svolgimento di una rilevazione statistica sulle discriminazioni e sulla violenza che ne misuri le caratteristiche fondamentali e individui i soggetti più esposti al rischio con cadenza almeno quadriennale.

Omotransfobia, è polemica tra le femministe. L'appello delle favorevoli alla legge Zan (da Repubblica online del 03/07/2020)

Il femminismo italiano è ampio e plurale, con storie, linguaggi e pratiche diverse. Ha attraversato e indirizzato le nostre vite nel pubblico e nel privato. Come femministe viviamo e abitiamo luoghi differenti, scriviamo libri, articoli e testi di legge, frequentiamo tribunali, ospedali, uffici e aziende, campi sportivi, aule scolastiche o universitarie, sindacati, associazioni e partiti politici, facciamo arte, cinema, teatro. E come femministe vogliamo intervenire nel dibattito apertosi sul testo unificato Zan all'esame della Camera.

Una legge che si attende da 25 anni contro i discorsi e i crimini d'odio contro le persone lesbiche, gay, bisessuali e trans, che in questo disegno include - giustamente, a nostro parere - anche l'odio contro le donne, cioè la misoginia. Il testo punisce ogni forma di istigazione al compimento di atti discriminatori e violenti per motivi legati a sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere. Cosa c'è di problematico in questo elenco? Perché sta divenendo un terreno di scontro così acceso? Per alcune esponenti del femminismo, l'uso della categoria di "identità di genere" minaccia il sesso biologico, aprendo a una fluidità di identificazioni e cancellando il corpo con cui siamo nate. Ma a questo proposito serve a nostro avviso un po' di chiarezza.

In primo luogo, la legge punisce i discorsi e i crimini d'odio per motivi legati all'identità di genere, ma nulla prevede rispetto alle procedure per le "rettificazione anagrafica del sesso", ad oggi ancora regolate (con criteri più che rigidi) dalla legge 164 del 1982. In secondo luogo, parliamo di un concetto largamente acquisito nel nostro ordinamento, riconosciuto in testi di legge e in convenzioni internazionali, di cui parlano da anni corti di merito e su cui più volte si è espressa la Corte Costituzionale. Non è dunque un concetto nuovo o un artificio linguistico introdotto in questo testo. Ci sembra un errore pensare di sostituirlo con il riferimento alla "transessualità", termine che peraltro in ambito giuridico non ha alcun riscontro.


Una mossa che finirebbe per condannare ad un perenne stato di transizione le persone interessate, privandole di qualunque forma di cittadinanza giuridica, sociale, politica. Il testo che abbiamo letto e analizzato ci sembra non minacci l'esistenza di nessuna, che ampli anzi le forme di protezione da discriminazione e violenza a tutte le soggettività riconosciute. In più, non dimentichiamo che costituisce già l'esito di un dibattito e di un tentativo di incontro tra diverse sensibilità. In particolare, l'introduzione della categoria di "sesso" prima di quella di "genere" risponde alla domanda di chi richiedeva un riconoscimento pieno della propria specificità sessuale, del proprio corpo e del suo portato nello spazio pubblico.

E non ci paiono condivisibili le richieste di chi vuole che il testo punisca solo l'istigazione all'odio omofobico e transfobico lasciando fuori l'odio misogino. Finiremmo oltre il paradosso, lasciando libertà di espressione all'odio contro le donne in quanto donne. Davvero questo tutelerebbe la nostra specificità sessuale? Sostenere questa legge non significa rinunciare a un pensiero e a un'elaborazione sui nostri corpi, o abbracciare un neutro declinato al maschile. Non crediamo che il nostro spazio pubblico sia minacciato dal riconoscimento di altre differenze. Crediamo in uno spazio pubblico aperto e plurale e pensiamo che gli strumenti di protezione da discriminazioni e violenze non siano mai un gioco a somma zero, per cui qualcuno vince e qualcuno perde, ma sempre, invece, un passo avanti verso la garanzia di eguali libertà e opportunità di partecipazione al mondo comune, per tutte e tutti.

 

LE FIRMATARIE

 

Giulia Abbate, Chiara Anselmi, Antonella Anselmo, Federica Artali, Carla Bassu, Carmen Bertolazzi, Cristina Biasini, Maria Luisa Boccia, Mia Caielli, Stefanella Campana, Susanna Camusso, Anna Carabetta, Carlotta Cerquetti, Francesca Comencini, Maura Cossutta, Maria Rosa Cutrufelli, Giovanna De Minico, Norma De Piccoli, Elena Del Giorgio, Eva Desana, Daniela Falcinelli, Lea Fiorentini, Carla Fronteddu, Camilla Gaiaschi, Oria Gargano, Lilia Giugni, Marilena Grassadonia, Francesca Romano Guarnieri, Paola Guazzo, Cinzia Guido, Karen Hassan, Barbara Kenny, Francesca Mancini, Manuela Manera, Barbara Mapelli, Dacia Maraini, Michela Marzano, Lea Melandri, Adriana Nannicini, Silvia Neonato, Laura Onofri, Fabiana Pierbattista, Mapi Pizzolante, Veronica Pivetti, Barbara Poggio, Stefania Prandi, Graziella Priulla, Lidia Ravera, Francesca Rescigno, Luisa Rizzitelli, Maria Grazia Sangalli, Lunetta Savino, Giorgia Serughetti, Elettra Stradella, Ilaria Todde, Tamar Pitch, Federica Turco, Maddalena Vianello.

 

COME COORDINAMENTO DEI COMITATI TERRITORIALI SENONORAQUANDO? TENIAMO A PRECISARE CHE IL NOSTRO SITO E QUESTA PAGINA DARANNO SPAZIO A QUALUNQUE POSIZIONE IN MERITO